Quantcast
Soter Mulè parla a Belve Crime della morte di Paola Caputo
Vai al contenuto
Iscriviti alla nostra newsletter

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

Morte Paola Caputo: la verità di Soter Mulè tra bondage estremo e rimorso

Soter Mulè ospite a Belve Crime 26 maggio 2026, ph Stefania Casellato

Soter Mulè parla in tv dopo la condanna per l’omicidio colposo di Paola Caputo, avvenuto dopo una pratica bondage estrema.

Dopo oltre quindici anni dalla morte di Paola Caputo, ecco in tv Soter Mulè, condannato per l’omicidio colposo della ragazza, avvenuto a seguito di una pratica bondage estrema. A Belve Crime, con Francesca Fagnani su Rai 2, ecco ripercorsa quella notte del 9 settembre 2011 che da gioco erotico spinto si trasformò in dramma.

Scena del crimine nastro polizia

Morte Paola Caputo: a Belve Crime Soter Mulè

Francesca Fagnani ha intervistato per Rai 2 per Belve Crime Soter Mulè, l’ingegnere romano condannato in via definitiva per omicidio colposo di Paola Caputo. Sono passati ormai quindici anni da quella notte del 9 settembre 2011 quando la ragazza di 24 anni perse la vita durante una pratica estrema di bondage. “Le corde intorno al collo, cosa che non si fa mai perché è troppo pericolosa”, ha ricordato la padrona di casa ricostruendo le ragioni del decesso della Caputo.

Dal canto suo Mulè non ha accettato di parlare del cosiddetto “breath play”, ovvero della pratica basata sull’asfissia erotica e per questo ha tenuto a precisare come “attorno al collo di Paola c’erano delle corde, ma non tese, stringenti”.

Nel corso del confronto tra il condannato e la Fagnani, Mulè ha spiegato cosa abbia spinto i protagonisti di tale vicenda a spingersi fino al limite: “Perché non era la prima volta che facevamo giochi estremi. E perché fino a quel momento non era mai successo niente”.

I dettagli della vita privata e intima del condannato

Mulè ha avuto modo di raccontare alcuni aspetti non solo di quella notte ma anche della sua vita in generale: “Non ho potuto fare nulla“, ha spiegato in merito alla morte della Caputo. “Lei poi non ha potuto fare abbastanza perché non aveva neanche gli strumenti come avrebbe dovuto avere, le forbici”, ha risposto la Fagnani.

Dal canto suo l’uomo ha quindi ammesso: “Sì, è vero. Non le avevo. E non avevo il coltello in mano. E quello bisogna avercelo a portata di mano”. E anche per questo ha aggiunto: “Vivo nel senso di colpa di non averla salvata“.

Dal punto di vista personale, il condannato per l’omicidio colposo della Caputo ha anche raccontato: “L’universo sadomaso è stato il mio modo di amare. L’amore non può essere ristretto a una serie di canoni considerati normali”.

Leggi anche
Bimbo morto in campagna schiacciato dal trattore: il dramma davanti al padre

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2026 14:25

Bimbo morto in campagna schiacciato dal trattore: il dramma davanti al padre

nl pixel